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I principi fondamentali dell’arte Bonsai

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Condividiamo molto volentieri questo testo sull'estetica del bonsai scritto nel 2003 da Andy Rutledge, ne anticipiamo il senso con le parole di Sergio Peano, che ha curato la traduzione del libro

Secondo me, l’Autore di questo libro riesce a spiegare attraverso i concetti dell’arte e dell’estetica, attraverso la lettura dei messaggi che un’opera d’arte (il bonsai è un’opera d’arte) trasmette a chi la osserva il perché di quelle emozioni che ci prendono all’improvviso di fronte ad un capolavoro, ed al contrario il perché di fronte ad altre creazioni tutto questo non succede."

I principi fondamentali dell’arte Bonsai - Elementi di composizione espressiva

Autore: Andy Rutledge http://www.andyrutledge.com/book/

Traduzione dall’Inglese di Sergio Peano
Titolo originale inglese:
Artistic Foundations of Bonsai Design
Elements of Meaningful Composition

Nota alla traduzione in lingua italiana
 
Qualche anno fa, quando ho iniziato a dedicarmi ai bonsai, grazie al tempo libero che ho guadagnato quando sono andato in pensione e grazie specialmente alla passione di Cinzia, mia moglie, la quale mi ha condotto per mano in questo mondo per me ancora quasi sconosciuto, mi è venuta una naturale “fame di conoscenza”, una conoscenza dei fondamenti alla base di quest’arte che mi permettesse di mettere insieme le nozioni di tecnica (poche) che avevo ed il piacere estetico (tanto) che mi trasmetteva l’osservare queste piante. In breve, la mia mente razionale aveva bisogno di una base su cui giustificare la passione che stava nascendo, ed il perché avrei dovuto abbracciare una attività che, già lo sapevo, avrebbe preso parte del mio tempo, con impegno non indifferente.
Ho cercato approfondimenti iscrivendomi al Bonsai Club che ho ritenuto più adeguato, il Bonsai Club di Torino, ai cui Istruttori e Membri sono grato perché attraverso lezioni teoriche ed esempi pratici mi hanno trasmesso i “fondamentali” di cui avevo bisogno per riconoscere il valore di una pianta come potenziale bonsai, e come procedere per effettuare questa trasformazione con tecnica adeguata e senso estetico.
Ho voluto allargare la mia visione iscrivendomi alla Scuola d’Arte Bonsai, dove ho avuto la fortuna, insieme ai miei compagni di corso, di avere il Maestro Keizo Ando come guida, un Maestro giapponese il quale ci ha dato come lezione il punto di vista originale e tradizionale del suo grande Paese, dove il bonsai non è nato, ma di sicuro è stato perfezionato e portato a forma di arte sublime. E questo mi ha aiutato ad inquadrare quest’arte in un contesto più allargato, legato alla filosofia ed all’essenza delle persone orientali, al loro modo di essere e di pensare, al loro modo di comprendere il mondo e di farlo proprio, anche attraverso la miniaturizzazione.
All’interno della mia ricerca, la domanda che ancora era in sospeso era come mettere insieme il punto di vista orientale, seppure compreso a grandi linee, con il punto di vista occidentale, il mio, basato su un modo di vedere razionale, e sul bisogno di una spiegazione per tutto, anche delle sensazioni profonde e dell’effimero, di cui gli Orientali sono maestri. Ebbene, ho avuto la fortuna cercando sul web di incrociare questo testo che ad una prima lettura mi è subito apparso come una risposta alla mia domanda. Secondo me, l’Autore di questo libro riesce a spiegare attraverso i concetti dell’arte e dell’estetica, attraverso la lettura dei messaggi che un’opera d’arte (il bonsai è un’opera d’arte) trasmette a chi la osserva il perché di quelle emozioni che ci prendono all’improvviso di fronte ad un capolavoro, ed al contrario il perché di fronte ad altre creazioni tutto questo non succede. Molto dipende dallo stato d’animo dell’osservatore in quello specifico istante ma anche da una sorte di alchimia che si introduce nel rapporto tra i due in materia di comunicazione e ricezione di un linguaggio ben codificato, quello artistico.
Da qui, la voglia di tradurre questo testo nella mia lingua per una migliore comprensione (l’atto stesso del tradurre aiuta ad approfondire i significati e ad introiettare i contenuti) e per consentirne la fruizione anche da parte di chi lo potesse trovare di difficile comprensione nella lingua originale.
Anche se sono trascorsi circa dieci anni dalla pubblicazione da parte dell’Autore Andy Rutledge, l’universalità dei concetti che questo testo tratta fa si che esso sia ancora vivo ed attuale.
 
Grazie Andy, per aver voluto mettere queste idee in comune con tutti gli appassionati di Arte Bonsai, in particolare attraverso un mezzo di diffusione, il web, che permette l’accesso a tutti senza costo, ma, in questo caso, con alto valore aggiunto.
 
Un grazie anche per avermi concesso la pubblicazione, attraverso lo stesso mezzo, di questa traduzione.
 
Sergio Peano, febbraio 2013

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