Concetti

Concetti

La scelta del vaso

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Nella traduzione letteraria degli ideogrammi che formano la parola bonsai, sono legati albero e vaso, un insieme che deve soddisfare tanto le necessità fisiche di coltivazione della pianta quanto quelle estetiche.

La forma originale del vaso è quella della mano vuota, per raccogliere l’acqua o per conservare i cibi. Il simbolismo della mano vuota che si apre, conserva e protegge, corrisponde anche al significato di un vaso bonsai. Il vaso protegge le radici ed evita che la terra si asciughi e si disperda. 

In Cina i primi contenitori usati per piantare gli alberelli raccolti sulle montagne erano recipienti usati per l’acqua o per il culto. Poiché essi non avevano fori di scolo furono, in un secondo momento, forati sul fondo. Questo cambio d’uso, da oggetti usati per le necessità quotidiane oppure di culto a contenitori per bonsai è avvenuto molto lentamente. Il contenitore per bonsai deve anche armonizzarsi con molti altri fattori: ogni albero ha una sua misura, e la stessa cosa vale anche per il vaso. Ogni appassionato di bonsai ha i propri gusti; per usare un simbolismo, i vasi bonsai potrebbero essere paragonati ai vestiti che indossiamo, entrambi devono essere belli e della giusta misura. Ci sono vestiti per maschi e femmine, e per ogni stagione della vita, di ogni misura e dimensione, ed essi hanno stile, misura e colori diversi. Così è anche nelle piante! Troviamo conifere e altre piante sempreverdi, caducifoglie che producono (o non producono) fiori, bacche e foglie colorate. Il contenitore deve essere sempre in armonia con tutti questi fattori, un complemento discreto all’albero, una cornice che completa nel colore e nella forma senza prevaricazioni. Dev’esserci armonia di colore tra il fogliame e vaso, tra i fiori e il vaso, tra la colorazione autunnale e vaso. La forma del vaso è invece direttamente legata allo stile dell’albero, alla sua età apparente, e dalle sensazioni che la pianta trasmette (vecchiaia, forza...ecc).

Produzione dei vasi

Esiste, ancora oggi, una differenza fondamentale tra le produzioni di vasi cinesi e giapponesi. La produzione cinese è diversa nel colore e nella forma.
La differenza è dovuta al loro processo di realizzazione. I vasi giapponesi sono fatti con uno stampo interno, ovvero l’argilla è pressata sia sulla faccia esterna che che su quella interna, affinché si adatti allo stampo su entrambe le facce. I cinesi impiegano invece solo lo stampo interno; la faccia esterna si modella a mano, ottenendo così un’infinità di forme e ornamenti. L’argilla può dividersi in tre categorie: Terracotta, Gres e Porcellana. I contenitori di terracotta sono ideali per la coltivazione delle piante, in quanto la porosità (la T. non arriva al punto di vetrificazione) permette la fuoriuscita dell’acqua attraverso i pori. L’evaporazione si realizza allo stesso tempo dal terreno e dal contenitore, per questo la terra secca più rapidamente. La terracotta ha però lo svantaggio di rovinarsi facilmente e di non resistere alle basse temperature invernali. Il gres è materiale duro e non è poroso, per questo il drenaggio del terreno deve essere perfetto e bisogna verificare prima del rinvaso se i fori di drenaggio funzionano bene. I contenitori in gres sono considerati ottimali per la coltivazione bonsai. I contenitori in porcellana sono completamente vetrificati, sono usati raramente anche perché troppo decorativi e distraggono troppo l’attenzione.
Generalmente i vasi solo cotti sono chiamati Deimono (fatti di fango) mentre quelli trattati e colorati sono denominati Yuyakumono (trattati con prodotti). In genere i vasi Deimono sono adatti per le conifere, mentre quelli colorati sono usati per le caducifoglie, per gli alberi da fiore e da frutto.

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Scelta del vaso Nella scelta del vaso dobbiamo tenere in considerazione la lunghezza dei rami, l’altezza dell’albero e lo “spirito” dello stesso, lo spessore del tronco, il colore dei fiori e dei frutti, della corteccia, come pure la stagione in cui l’albero ci piace di più. L’arte bonsai non è solo il disegno di un albero ma è l’immagine composita di un albero in un vaso: nessun elemento deve imporsi sull’altro. Lo spirito dell’albero va tenuto in considerazione, albero forte o delicato, maschio o femmina, il vaso dovrà essere in armonia con tutto ciò. Un albero forte è quello con tronco robusto e largo, rami angolosi e vigorosi, tessuto rugoso sulla corteccia e radici superficiali forti. I vasi possono essere attivi o passivi secondo la sensazione che essi producono. Generalmente quanto più emergenti e grossi saranno i piedini ed il bordo o labbro, più il vaso sarà attivo. I vasi passivi sono quelli che si autocontengono avendo il bordo e i piedi inclusi nel disegno di base del vaso.
Colori e trame I contenitori senza vernice (Gres) si usano generalmente per gli alberi della famiglia delle conifere. I contenitori verniciati possono essere usati per alberi a foglia caduca, con fiore e frutto. Il contenitore dovrà essere scelto secondo il colore che l’albero avrà in quella stagione. La scelta del colore più adatto al proprio bonsai non può essere univoca dato che in gran parte dipende dalla sensibilità individuale. Colori diversi del vaso producono sullo stesso albero effetti differenti. Questi effetti si chiamano “proprietà psicologiche dei colori”. Ad esempio il colore rosso si vede grande, il blu piccolo, oppure un oggetto blu apparirà più lontano e piccolo, quello rosso, invece, più grande e vicino, il bianco si avvicina di più alle dimensioni reali. Lo stesso dicasi di un oggetto nero che sembra più pesante, mentre quello bianco più leggero, e il blu appare il meno pesante di tutti.

Quindi quando si sceglie un vaso occorre considerare tutto questo, in altre parole non solo il colore in sé, ma anche l’effetto e le sensazioni che il colore produce sull’osservatore. Il colore del vaso deve essere in armonia con l’albero in tutti i suoi aspetti, quali il colore del tronco, il colore delle foglie, dei fiori e dei frutti, e la stagione dell’anno nella quale conviene esporre al meglio il proprio albero.

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Alcune indicazioni di massima
Pini - Di solito sono posti in vasi di colori che rimandano al colore della terra (es. ocra, marrone, grigio, rossiccio). 
Acero palmato - Richiede colori delicati, evitando i contrasti (es. blu pastello se si vogliono accentuare i rami nudi, beige o avorio quando è esposto con le foglie rosse).
Faggi - Vengono di solito esposti senza foglie, oppure con foglie secche o verdi anche in questi casi si preferiscono colori chiari, avorio, beige.

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Alberi da frutto con bacche rosse - La scelta è verso i toni del blu, in contrasto con il rosso intenso dei frutti, o un colore avorio nella stagione invernale.
Acero tridente - E’ simile al palmato, si scelgono colori delicati oppure un colore ruggine somigliante alle sue foglie in autunno.
Alberi da frutto - Sono ammessi molti colori, ma se si espone spoglio si preferiscono tonalità scure non smaltate, avorio per esporre l’albero con frutti e foglie, o tonalità del blu per evidenziare le foglie.
Zelkove - I vasi sono sempre di colori delicati, beige, avorio, in armonia con la sua corteccia grigiastra, o colore terracotta chiaro, per esporlo con foglie gialle.
Alberi da fiore - Alcuni preferiscono i colori che contrastano con i fiori, altri preferiscono cercare l’armonia, importante è che i vasi siano di colori scuri, smaltati, discreti.

Il bonsai non può fare a meno del vaso, ma non possono essere reciprocamente in contrasto. Con il bonsai il vaso raggiunge un’interdipendenza ottica. L’ideale è poter armonizzare la forma del vaso all’albero, la smaltatura alla corteccia ed al fogliame. Se l’albero è giovane si usa per il vaso una smaltatura vivace. Se l’albero è vecchio la smaltatura va scelta riflettendo il colore della patina del tronco, il colore delle foglie, o creare un armonico gioco di colori. Le smaltature vivaci si adattano a bonsai giovani o alberi dal portamento delicato come betulle o zelkove. Le tinte dal verde chiaro al verde-blu scuro ricordano il gioco di colori del mare. Le tinte dall’azzurro chiaro al blu scuro si associano all’immagine della calma di un lago o di un’insenatura. Queste tonalità si adattano bene alle composizioni su roccia (ishizuki).

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Aspetto maschile e femminile
Ogni pianta può avere un aspetto maschile o femminile: questo è determinato dal tipo d’essenza, ricordando che vi possono essere anche forme maschili o femminili in ogni varietà.
Generalmente i pini neri sono considerati maschili, mentre i pini pentaphilla hanno più tendenza verso una forma femminile. L’acero giapponese ha una forma femminile mentre la varietà tridente tende ad essere più maschile.
In genere le conifere sono tendenzialmente maschili, mentre le caducifoglie e le essenze da fiore sono più femminili.
I vasi grigi non smaltati, i marroni e quelli più scuri sembrano essere più maschili, mentre quelli colorati, pastello o smaltati possono apparire più femminili. Il rosso, in vasi non smaltati, è adatto ai pini.

Le forme dei vasi quadrate o rettangolari hanno limitazioni visive a causa della loro rigidità, mentre i contenitori ovali o rotondi fanno immaginare spazi più vasti, come un prato o una pianura che non ha confini. Le forme esagonali od ottagonali sono assimilate a quelle quadrate o rettangolari. Le forme con scanalature sono da considerarsi come i rotondi o gli ovali. Alberi maschili sono collocati in vasi pesanti e profondi senza decorazioni, i bordi squadrati e piatti. I vasi quadrati o rettangolari sono da considerarsi maschili, ma ciò potrebbe variare secondo gli eventuali decori o rifiniture e anche dalla scelta dei piedini. Alberi femminili dovrebbero essere messi in vasi bassi e raffinati con colori sfumati, i lati dei vasi devono essere curvi o arrotondati, la forma del contenitore rotondo od ovale.
Vasi di forme quadrate, esagonali od ottagonali e non smaltati, servono per piante con personalità, che sembrano vissuti in luoghi impervi.
L’opposto a questi vasi è rappresentato da vasi rotondi o scanalati. Bonsai in stile eretto formale con un grosso ramo da una parte, sono alberi che crescono in pianura o nei prati. I contenitori adatti sono rettangolari od ovali, per consentire di mettere in risalto quel grosso ramo.

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Regola dei terzi
La scelta del vaso deve riflettere la personale interpretazione artistica, tenendo presente la “regola dei terzi” in relazione alla silhouette generale. L’albero dovrebbe essere i 2/3 del disegno globale, il vaso 1/3. La lunghezza del vaso dovrebbe misurare 2/3 dell’altezza della pianta mentre la profondità della pianta, dal fronte al retro, 2/3 della sua lunghezza. Ricordiamo, però che tutte le regole generali ci sono sempre delle eccezioni. Anche nelle esposizioni si deve rispettare “la regola dei terzi” : albero e vaso devono rappresentare i 2/3 della massa visiva, mentre il tavolino solo 1/3 . L’Albero, vaso e tavolino formano un insieme pari ai 2/3 di tutta l’esposizione. Quando si tratta di scegliere un vaso per cascata si deve trovare il giusto rapporto con la regola dei terzi. Un vaso per lo stile a cascata può avere ogni tipo di forma, eccezion fatta per quelli rettangolari oppure ovali.

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine

Abbinamento tra vaso e Bonsai
Il Bonsai si innalza ad espressione artistica, così che l’osservatore può apprezzare in esso l’interpretazione della bellezza che si ritrova negli alberi o nei paesaggi naturali. Il vaso con il suo colore e la sua forma valorizza sia lo stile sia la specie dell’albero. Quando la pianta e il vaso si fondono diventando una cosa sola, è possibile raggiungere due obbiettivi: far risaltare la bellezza del bonsai e mantenerlo in buona salute. Si crea un bonsai apprezzabile e suggestivo quando si forma un’armonia tra la pianta, la forma, il colore del vaso e la quantità di terra in esso in contenuto. Di conseguenza è molto importante scegliere il vaso che fa risaltare lo stile dell’albero.

Seguici su Bonsai Suiseki Magazine
Seguici su Bonsai Suiseki Magazine
Social Share:

I tuoi commenti

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Potrebbero interessarti altri articoli in questa sezione?

Lo stile Kengai
Antonio Acampora

Lo stile Kengai Questo stile suggerisce l'idea di una pianta che continua a vivere adattandosi all’asperità della Natura; tutto è...

Lo Stile - Dettagli di bellezza
Antonio Ricchiari

Lo Stile - Dettagli di bellezza Nell'interpretazione occidentale il termine "stile" implica il concetto di conformità a una tendenza specifica....

Kabudachi
Antonio Ricchiari

Kabudachi In questo articolo ci occuperemo della ceppaia, che rientra nello stile a tronchi multipli che partono da un'unica pianta...

Amare il bonsai
Antonio Ricchiari

Amare il bonsai Dobbiamo guardare al bonsai come manufatto artistico che parla ai nostri sensi, per apprezzarne la bellezza, ma...

Lo Spirito del Bonsai
Antonio Ricchiari

Lo Spirito del Bonsai La forma del bonsai torna all’osservatore come soggetto efficace, capace cioè di trasformare chi la contempla....

Il tempo ed il bonsaista
Antonio Ricchiari

Il tempo ed il bonsaista Al contrario del concetto di tempo occidentale e moderno che ha una scansione lineare, in...

Alcuni punti fermi
A. Ricchiari, G. Genotti

Alcuni punti fermi A Saint Vincent ho avuto modo di trascorrere parecchio tempo con Giovanni Genotti, uno dei padri del...

L'essenza della ceramica Giapponese
Antonio Ricchiari

L'essenza della ceramica Giapponese Negli ultimi anni il numero di amatori della ceramica raku è cresciuto in tutto il mondo,...

L’estetica dell’eretto formale
Antonio Ricchiari

L’estetica dell’eretto formale L’estetica dell’eretto formale: un carattere molto rigido. Lo Stile Eretto formale che i giapponesi chiamano chokkan, forse...

Lo stile, visione stilistica del Bonsai contemporaneo
Antonio Ricchiari

Lo stile, visione stilistica del Bonsai contemporaneo Una più matura comprensione degli Stili ed una diversa interpretazione è possibile a...

La raccolta in Natura
Giovanni Genotti

La raccolta in Natura Il bonsaista, quando si addentra nei boschi o osserva alberi solitari in particolari ambienti, partecipa alla...

La Storia delle gibberelline
Fabrizio Araniti

La Storia delle gibberelline I primi ad osservare gli effetti delle gibberelline furono gli agricoltori giapponesi. Questi notarono, in piante...

Note sull’estetica del Bonsai II parte
Antonio Ricchiari

Note sull’estetica del Bonsai II parte L’estetica è stata definita tradizionalmente come lo studio del bello. Alcuni studiosi l'hanno definita...

Gli stili bonsai. A cosa servono?
Giovanni Genotti

Gli stili bonsai. A cosa servono? Gli stili sono stati codificati dalle scuole giapponesi di bonsai, derivano dall’osservazione delle piante...

Lo Stile dei Letterati
Antonio Ricchiari

Lo Stile dei Letterati Il termine giapponese è bunjinji, che è la traduzione del termine cinese wenjen, il nome dei...

Metodica di giudizio per valutare un bonsai
Giovanni Genotti

Metodica di giudizio per valutare un bonsai La valutazione di un bonsai richiede conoscenze botaniche, filosofiche, culturali, estetiche, collegate tra...

La scoperta delle citochinine
Fabrizio Araniti

La scoperta delle citochinine La scoperta delle auxine stimolò molti ricercatori nel cercare altri tipi di composti chimici capaci di...

La scelta del vaso
Antonio Acampora

La scelta del vaso Nella traduzione letteraria degli ideogrammi che formano la parola bonsai, sono legati albero e vaso, un...

Percepire il Wabi-Sabi
Antonio Acampora

Percepire il Wabi-Sabi Cercherò di illustrare in maniera chiara tutto quello che ho compreso e percepito sul wabi e sabi...

Il ciclo dell’Azoto nel sistema suolo pianta
Fabrizio Araniti

Il ciclo dell’Azoto nel sistema suolo pianta L’Azoto o Nitrogeno (N) è il 4° elemento negli organismi viventi, il 19°...

Assorbimento ed efficienza d’uso dei nutrienti minerali nelle specie vegetali
Fabrizio Araniti

Assorbimento ed efficienza d’uso dei nutrienti minerali nelle specie vegetali Le piante sono organismi autotrofi che ricavano il loro nutrimento...

Note sull'estetica del bonsai
Antonio Ricchiari

Note sull'estetica del bonsai Considerazioni di Antonio Ricchiari sull'estetica del bonsai Alcuni elementi del design del bonsai sono così definibili:...

La scoperta delle auxine
Fabrizio Araniti

La scoperta delle auxine Nell'articolo precedente (Fitormoni. Cenni storici ed importanza fisiologica) è stata trattata brevemente la storia degli ormoni...

Fitormoni. Cenni storici ed importanza fisiologica
Fabrizio Araniti

Fitormoni. Cenni storici ed importanza fisiologica Quando un individuo vuole spingere il proprio corpo a fare qualcosa esso può ricorrere...

Torna su