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Uso delle micorrize nella coltivazione bonsai

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Le concimazioni autunnali vengono operate in un periodo in cui le condizioni ambientali, intese come t°, Ur, ventosità e calore atmosferico sono simili a quelle primaverili.

Le piante, in tali condizioni, sono stimolate nella crescita e l’allungamento delle radici implica anche un assorbimento di sostanze nutritive, che, nel periodo in esame, sono in maggior quantità PK.

La somministrazione di concimi organici a lenta cessione, ricchi di sostanza organica e quindi di nutrimento, uniti alle favorevoli condizioni atmosferiche, aiuta non solo lo sviluppo vegetativo, ma anche l’espansione di funghi micorrizici in simbiosi con le stesse radici.
L’aiuto dato alle piante dalle micorrize, è dato sia da ceppi di funghi naturalmente in simbiosi, ma può anche essere dato dalla somministrazione di prodotti che artificialmente inoculano il fungo, questo può avvenire anche su piante che in natura non beneficiano della simbiosi, ma che nella coltivazione in vaso potrebbero trarne grande beneficio. Questo accorgimento, se operato appunto nel periodo primaverile, ma soprattutto nel periodo autunnale, aiuta il fungo a prendere meglio possesso dell’apparato radicale.

Cosa sono.

Le micorrize rappresentano delle associazioni simbiotiche tra funghi e radici. Queste simbiosi di tipo mutualistico servono ad entrambi gli esseri coinvolti a migliorare i processi vitali di ognuno.

Struttura di micorriza ectotrofica.

Questa categoria di micorriza infesta l’apparato radicale delle specie coltivate a bonsai (laddove possibile), perché presente in Gimnosperme e Angiosperme. Lo sviluppo del micelio all’interno della radice avviene negli spazi intercellulari, rimanendo esterno alle singole cellule.

La microfauna terricola è composta:
Organismi Nr.per grammo biomassa (kg/ha)
            
Batteri 108 - 109 300-3000
Attinomiceti 107 - 108 300-3000
Funghi 105 - 106 500-5000
Microalghe 109 - 1010 10-1500
Protozoi 109 - 1010 5-200
Nematodi 106 - 107 1-100
Lombrichi 30 - 300 m2 10-1000
 
Il loro ruolo.

Intermediazione nei processi di assorbimento rientranti nella fisiologia della nutrizione.
Molte specie botaniche senza la presenza di micorrize vedrebbero preclusa la possibilità di assorbimento di alcuni elementi della nutrizione, in particolare micro-elementi.
I funghi coinvolti possono svolgere al meglio le loro attività solo quando sono in interazione con l’apparato radicale, stessa cosa vale per la specie botanica interessata:
può accrescersi e trovarsi in un alto stato di vigore solo se il suo apparato è ricoperto da micelio (Es. famiglia delle fagacee, generi Quercus e Fagus).

Estensione dell’apparato radicale.

Grazie alle numerose prove di laboratorio, in cui sono stati inoculati funghi su specie d’interesse agrario e non, si è osservato che le piante micorrizate hanno sviluppato un apparto fogliare pari ad otto volte quello di una pianta non micorrizzata. Anche l’Olivo sottoposto a micorrizzazione ha manifestato i benefici di accrescimento imputabili all’estensione radicale.

Le sostanze nutritive prodotte dalle piante e secrete dalla radice servono per nutrire la flora microbiologica della rizosfera. E’ stato calcolato che il 20% delle sostanze prodotte dalla pianta con la fotosintesi clorofilliana viene veicolato nella radice, secreto come essudati radicali ed utilizzato per nutrire il fungo presente in simbiosi.

Tempi di crescita.

1a settimana: penetrazione nelle radici.
2a settimana: inizio della simbiosi.
3a settimana: sviluppo micelio esterno.
4a settimana: sviluppo ottimale micorrizazione.
5a settimana: mantenimento della simbiosi.

Osservazioni.

- Aumento dell’estensione dell’apparato radicale anche di 700 - 800 volte, con notevole aumento delle potenzialità nutrizionali.
- Miglioramento dell’assorbimento dei principali elementi presenti nel terreno (N, P, K) e microelementi.
- Riduzione degli stress dovuti a carenza idrica, squilibri termici e crisi di trapianto.
- Controllo dei patogeni della radice e del colletto.
- Miglioramento dello stato fitosanitario delle piante.
- Aumento della biomassa organica nel terreno, che aumenta la produzione degli anni successivi.

Il lavoro che presento, è frutto di una ricerca sulle fasi di micorrizzazione applicate ad esemplari bonsai. L’intero lavoro, durato due anni, è tra i più evoluti tra le pratiche agronomiche ad oggi conosciute negli ambiti bonsaistici. Le micorrize utilizzate per questo lavoro sono in formulato liquido, ma questo non esclude l’utilizzo anche di formulati polvirulenti.
I ceppi fungini inoculati sono polivalenti e tale pratica è stata eseguita anche su specie della macchia mediterranea, cupressacee e pinacee, ottenendo risultati in termini vegetazionali sorprendenti.

Le materie prime utilizzate nella pratica sono state:
- Acidi Umici
- Acqua Distillata
- Luogo caldo-umido in penombra/scarsissima illuminazione
- Temperature medie giornaliere superiori ai 10 °C (periodo primaverile).

Il composto per l’attivazione è stato così preparato:

- In una vaschetta molto più larga che profonda, si inseriscono circa 5 lt d’acqua distillata, in cui viene disciolta la dose equivalente di Acidi Umici

Nella soluzione ottenuta, si discioglie la polvere o il liquido micorrizzante (a seconda del formulato commerciale acquistato) e dopo mescolazione e agitatura leggera e accurata, si pone il tutto in luogo chiuso, con °t e umidità relativa elevate, rispettando una condizione di luce molto scarsa o penombra.

Dopo circa 24 ore, nel composto può essere aggiunto dello sfagno opportunamente sfaldato e separato nei suoi filamenti, che rimarrà in ammollo per altre 24 ore.

L’applicazione durante le fasi di concimazione:

Dopo aver applicato i concimi secondo le regole dei professionisti giapponesi, (applicazione normale o intensiva) l’applicazione dello sfagno micorrizzato sugli stessi cilindretti, darà luogo ai processi di micorrizzazione in maniera più completa ed efficace, riducendo i tempi di instaurazione del processo simbionte che, nella fattispecie, sono definiti nell’ordine delle tre settimane, anziché cinque. Le micorrize contenute nello sfagno, già attivate dalla presenza di Acidi Umici nella vaschetta di innesco, possono svilupparsi più velocemente, grazie anche alla presenza di concime solido organico, che ha lo scopo di fornire alimento per lo sviluppo delle ife miceliari (Foto 1).

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Estensione delle ife miceliari agli strati limitrofi di substrato:

Una volta sulla superficie del substrato, le ife miceliari presenti negli spazi limitrofi al concime, formano una rete fitta e solida, capace di reggere a sé il terreno tutt’intorno al cilindro che non si disfa neanche dopo il sollevamento del cilindretto stesso. Lo sviluppo di tali ife ha luogo in tempi molto ristretti, ovvero in circa una settimana, e, dopo circa due settimane e mezzo i cilindri si presentano completamente aggrediti dalle micorrize e da altri funghi della decomposizione. Questa condizione, rende possibile l’utilizzo del processo di simbiosi per le radici in tempi molto brevi, aumentando i benefici che le radici traggono dai rapporti con tali funghi.

Dopo circa tre settimane, i cilindri si presentano completamente ricoperti di funghi della decomposizione, e ridotti nel loro contenuto di nutrienti.

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Tempi di crescita:

I settimana: contaminazione del suolo e delle radici/inizio della simbiosi.
II settimana: sviluppo micelio esterno con trattenimento di parti di substrato.
III settimana: sviluppo ottimale micorrizazione.

Osservazioni:

- Riduzione dei tempi di raggiungimento dell’Optimum di micorrizazione.
- Stimolo dell’attività decompositrice della microflora e microfauna terricola.
- Miglioramento della cessione dei nutrienti.

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