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Gli Acidi Umici

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Il loro ruolo nella coltivazione Bonsai. Le "sostanze umiche" si dividono in tre principali frazioni: acidi fulvici, acidi umici e umina.

Le tre componenti assumono una colorazione nel suolo rispettivamente dal giallo al nero, proprio per la maggior presenza di ossigeno nei fulvici e molto bassa nell'umina.

La frazione che maggiormente interessa per i benefici che apporta è quella costituita dagli "acidi umici". Di colore marrone molto scuro (media presenza di ossigeno), sono macromolecole originate dalla decomposizione di materiali organici e le fonti primarie di produzione sono i concimi organici, le torbe, la lignite e la leonardite. Il contenuto di ossigeno varia dal 60% degli acidi fulvici al 30% circa dell'Umina, questa variazione ne determina il colore, che nell'umina, proprio per le condizioni di scarsa presenza di Ossigeno è nero. Il peso molecolare, che determina la capacità delle frazioni di essere facilmente gestite dalle radici parte dai circa 200Da degli acidi fulvici fino ai 300.00Da dell'Umina, che non è assorbibile.
La leonardite (formulato commerciale polvirulento) è una materia prima estremamente ricca, infatti da essa vengono estratti acidi umici ad elevata attività. Qualitativamente la migliore quella estratta da giacimenti ubicati nel nord Dakota negli Usa e laddove questa è presente è riportata in etichetta della confezione.
Questa sostanza è originata dalla decomposizione di foreste che qualche milione di anni fa ricoprivano le zone di estrazione e, l'ossidazione (decomposizione) riguarda solo la parte affiorante della superficie esposta agli agenti atmosferici. Solo questa parte, infatti, viene utilizzata per produrre i nostri acidi umici utili per l'agricoltura e di conseguenza anche utili per la coltivazione bonsai.
ACIDO UMICO:FORMULA DI STRUTTURA - A differenza di quelli estratti dalla Leonardite, gli acidi umici estratti da prodotti organici o da torba in genere sono poco attivi nei confronti dei microelementi, e quelli estratti da lignite inducono scarse stimolazioni alla crescita delle piante, risultando essere di scarso utilizzo. Gli acidi umici sono molecole caratterizzate da una massa molecolare definibile "bassa" per cui facilmente assorbibile dalle radici, a differenza della frazione umina che ha una massa molecolare "grossa" per cui difficilmente assorbibile.
Oltre che prodotti da sostanza organica in decomposizione, è stato osservato che alcune specie di funghi sono in grado di sintetizzare composti che risultano simili agli acidi umici: le micorrize, sono infatti specie che con la loro attività simbionta svolgo attività acido umico-simile. Gli acidi umici hanno la capacità di ritenere (chelare) molecole di nutrienti e rilasciarli quando le condizioni cambiano o le radici ne fanno richiesta, migliorano inoltre l'assorbimento dei microelementi nelle piante attraverso la cattura dei cationi nella forma utile all'assorbimento delle radici. Lo strato scuro che caratterizza la superficie di alcuni tipi di suoli (Terriccio Universale) prende il nome di Humus (SO sostanza organica) ed è costituita principalmente da acidi umici. Questi rappresentano una componente fondamentale del suolo perchè assicurano una serie di benefici, tra cui i più importanti sono:


- il rilascio lento di sostanze nutrienti;
- l'aggiunta di microelementi attraverso processi di chelazione;
- capacità tampone del suolo;
- aumento delle capacità di assorbimento e di scambio di elementi nutritivi;
- il supporto per lo sviluppo di delle popolazioni di microflora e microfauna.


L'utilizzo di acidi umici nella coltivazione bonsai ha assicurato risultati eccellenti durante le fasi di concimazione sia primaverile che autunnale. Applicati parallelamente alla presenza di concimi organici a lenta cessione, hanno apportato un aumento di utilizzo dei nutrienti prodotti dalla decomposizione dei singoli cilindretti, diminuendo così le perdite inevitabili per percolazione. Il guadagno osservabile, in termini di nutrienti, è passato dal 50-60% all'80-90%, confinando al 10-15% ca le perdite. Risultati osservabili direttamente sugli esemplari trattati hanno consistito in:

- aumento dell'intensità dei colori (germogli, internodi,colori autunnali,fiori e frutti);
- incremento dell'attività del metabolismo secondario;maggiore resistenza soprattutto nei confronti di agenti abiotici stressanti (caldo, freddo, inquinamento, effetto fito-tossico di presidi fito-sanitari ecc.);
- migliore sviluppo e allungamento radicale;
- miglioramento della struttura del suolo;
- miglioramento della ritenzione idrica dei singoli grani.

La frequenza di applicazione, contrariamente a quanto indicato sull'etichetta del prodotto, può essere aumentata fino ad arrivare a una somministrazione alla settimana per tutta la primavera e tutto l'autunno. I migliori prodotti in commercio sono quelli che hanno una % di acidi umici al 16%, ancora meglio se questo dato è maggiore e la dose di diluizione è di 1ml/lt.
In commercio gli acidi umici vengono venduti in due formulati: liquido e pulvirulento. Il primo è estremamente più efficace per il ridotto tempo di azione nelle fasi di chelazione e stimolo radicale. Il secondo, essendo più lento nelle suddette fasi, è risultato essere poco efficace in ambito bonsaistico e venendo a contatto con suoli sciolti è più facilmente percolabile prima ancora di svolgere i benefici.
Gli acidi umici non sono dei concimi, ma bensì degli ammendanti e come tali non apportano alcun nutriente. I benefici a loro attribuiti sono imputabili al loro ruolo di "intermediari" fisico-chimici nei confronti dei nutrienti.

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