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Bonsai di Bougainvillea

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La Bouganvillea - Famiglia: Nyctaginaceae Genere: Bougainvillea Specie: B. aurantiaca, B. buttiana, B. glabra, B. hybrid, B. spectabilis, B. splendens, B. trolli, B. valverde

E’ uno spettacolo vedere una bouganvillea in fiore, perché le cultivar che si trovano in vivaio hanno svariate tonalità che variano dal rosso al giallo, dal lilla al carminio; non sono soltanto viola le brattee che sorreggono i fiori: sono state selezionate eccezionali varietà in numerosi colori. 

Nelle regioni calde questa generosissima pianta ha una fioritura spettacolare dovuta appunto alla temperatura e alla particolare umidità. Qualche problema insorge nelle regioni del nord, dove la pianta ha, per i rigori del clima invernale, una fioritura ridotta e irregolare e dove si rende necessario proteggerla.
Non sopporta le gelate, predilige esposizioni molto soleggiate ed aperte. Sopporta abbastanza bene la siccità e questo ci dovrebbe far comportare di conseguenza anche per il suo utilizzo a bonsai.
Il nome di questa pianta si origina da Luoise Antoine de Bougainville, vissuto nel ‘700, comandante di corvetta a cui il botanico Commerson, nel 1767 dedicò la sua scoperta fatta a Tahiti dove per la prima volta vide questo splendido rampicante che abbelliva tutti i giardini del luogo. Il nome scientifico è Bougainvillea spp. ed appartiene alla famiglia delle Nyctagynaceae. Pianta a foglia persistente, con lamina ovoidale o ovata-lanceolata, ad apice acuto, pronunciato con margine intero e ondulato. Le foglie sono lunghe 5-12 centimetri, picciolate, inserite in modo alterno sui rametti. Sono di colore verde più o meno intenso a seconda della varietà. Quelle che circondano i fiori sono colorate e hanno funzione vessillare. I rametti sono verdastri o verde-brunastri e spinosi.
Chi abita le regioni mediterranee è abituato a vedere ovunque la bougainvillea protagonista nei giardini, nelle ville, presente nei vivai con due specie: la spectabilis e la glabra, mentre B. x buttiana - un ibrido naturale - deriva dall’incrocio di B. glabra con B. peruviana. La Bougainvillea spectabilis è una specie vigorosa, con foglie grandi e pelose, ha brattee lillà più ampie di quella di B. glabra raggruppa i fiori all’apice dei rami; produce grosse spine ricurve, non sopporta eccessivamente la potatura e soffre le gelate. La Bougainvillea glabra è invece più rustica, con foglie più piccole e prive di peli, brattee viola.
La varietà che si presta di più alla coltivazione in vaso e alle potature è la “Sanderiana”, la quale sboccia senza interruzione per tutta la stagione vegetativa. La Bougainvillea x buttiana è conosciuta per il colore cremisi dei suoi fiori; le sue brattee sono ondulate e rosso cremisi quando si aprono, divengono più violacee esposte al sole. Altre cultivar impiegate sono “Jamaica White”, adatta alla coltivazione in vaso, a crescita lenta, rifiorente, da esporre in pieno sole. La “California Gold”, con brattee giallo-arancio, non sopporta basse temperature, cresce con moderazione e le sue foglie sono verde scuro. La “After Glow” viene anch’essa coltivata in vaso e ha fiori colore arancio.

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Fig. 1 - Coll. Fausta Lepore

Fig. 2 - Petali di bougainvillea su di una scalinata

Fig. 3 - Coll. Michele Esposito.

Fig. 4 -Bougainvillea in formazione Coll. Giuseppe Messina

Nelle regioni settentrionali è opportuno esporre queste piante in sito soleggiato e quando la temperatura abbassa ulteriormente vanno protette con materiale coibente e ritirate in serra per proteggere anche la parte aerea. Comunque non deve permanere dove la temperatura si abbassa al di sotto dei 5° C, quindi per i bonsaisti del nord la Bouganvillea va catalogata come Bonsai da interni. Con il clima giusto non ci sono problemi. Nelle regioni settentrionali è opportuno esporre queste piante in sito soleggiato e quando la temperatura abbassa ulteriormente vanno protette con materiale coibente e ritirate in serra per proteggere anche la parte aerea. Comunque non deve permanere dove la temperatura si abbassa al di sotto dei 5° C, quindi per i bonsaisti del nord la Bougainvillea va catalogata come Bonsai da interni. La Bougainvillea fa parte di quel patrimonio di essenze autoctone che dal punto di vista bonsaistico possono permetterci di creare uno stile italiano inteso non soltanto come una nuova ricerca di forme e una nuova estetica, ma rivolto all’impiego e alla lavorazione di essenze tipiche del nostro Paese quali l’ulivo, il timo, il rosmarino, la sughera, il pino d’Aleppo, il leccio, la ginestra etc.: essenze che sicuramente spiccano anche se avvicinate alle sorelle giapponesi. La bougainvillea si distingue per la particolarità delle sue infiorescenze; queste ultime si compongono di brattee (foglie mutate), di vari colori e tonalità che circondano il fiore vero e proprio di color giallo-bianco. Il periodo della fioritura va da giugno alla fine dell’autunno.

Riproduzione

Avviene anche per talea: in estate si prelevano talee legnose della lunghezza di circa 7 cm, che dovranno essere piantate in una composta sabbiosa, in vasi di circa 6 cm di diametro. Per un periodo di 3 settimane, il periodo del radicamento, è bene collocarle in apposite cassette al fine di garantire alle piantine una temperatura di circa 20-25 °C. In alternativa talee di 15 cm possono essere prelevate da rami più maturi a gennaio. La procedura da seguire per ottenere il radicamento è la stessa vista sopra; la temperatura da mantenere è di circa 18 °C. La moltiplicazione è molto facile anche per divisione di una grossa radice, sia per margotta, a patto che queste operazioni si eseguano in piena estate. In primavera inoltrata si possono prelevare talee semilegnose lunghe una decina di centimetri e si mettono a radicare in un composto di torba e sabbia per circa un mese ad una temperatura di 22-26°C. Quando le radici saranno sviluppate, si cambierà il vaso con uno più grande per trapiantare dopo un anno.

Consigli per la coltivazione

La Bougainvillea cresce bene in substrati di medio impasto, ben drenanti e non troppo calcarei. Ha necessità di essere allevata in un terriccio ricco, fertile e sciolto, che contenga molta sabbia o pomice (calcolate nella miscela circa 3-4 parti su 10); alla base del vaso un buon drenaggio per permettere all’acqua di penetrare bene e fuoriuscire. Per l’esposizione della pianta non dimenticate che ha bisogno di molta luce e molto sole, mentre per quanto riguarda la fertilizzazione, in autunno va somministrato un prodotto liquido completo e per tutto il periodo della fioritura un prodotto a lenta cessione. La bougainvillea va innaffiata con una certa generosità durante tutto il periodo vegetativo. La coltivazione della bouganvillea presenta qualche problema come d’altronde tutti i bonsai da fiore. Pretendere da un bonsai una abbondante fioritura è molto appagante dal punto di vista estetico, ma rischioso per l’esigenza energetica che richiede la pianta in quella particolare fase. A differenza di altre specie, le piante da fiore presentano tipi differenti di gemme e di rami. Questo significa una potatura più accorta e diversa. La dimensione dei fiori deve essere proporzionata ai rami e alle impalcature. Nei soggetti giovani occorre limitare gli interventi di potatura. E’ bene tenere presente che la potatura è inversamente proporzionale al vigore della bouganvillea al momento dell’intervento e va controllato appunto il vigore dei rami che peraltro non è mai uniforme: i rami più deboli fruttificheranno prima, quelli più forti lo faranno in ritardo ma con abbondanza. Questa fiorisce sui getti maturi dell’anno precedente che vanno potati subito dopo la fioritura, per garantire ai nuovi getti il tempo necessario per crescere e maturare prima dell’inverno. Se vengono potati molto presto, alcuni soggetti possono produrre una seconda fioritura alla fine della stagione.

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Fig. 5 - Brattee color giallo-arancio di una B.“California Gold “

Fig. 6 - Bougainvillea glabra ssp. Sanderiana Coll. Rocco Cicciarello - Settembre 2004

Fig. 7 - Aprile 2005

Normalmente non è difficile distinguere fra getti del primo e del secondo anno: quelli del primo anno sono ancora flessibili e di solito verdi, mentre quelli del secondo sono per lo più grigi o brunastri. Quelli che hanno più di due anni hanno una corteccia ben sviluppata, in genere scura, e sono duri e legnosi. Durante la potatura occorre eliminare sempre tutto il legno morto o danneggiato e tutti i rametti in eccesso. Per fare ingrossare i rami e per non fare perdere vigore alla pianta in educazione è necessario togliere tutti i fiori. Nella potatura si interviene accorciando di circa un terzo i rami principali e più in generale sfoltendo la pianta eliminando i rametti più deboli. La Bougainvillea è un’essenza che da sempre affascina i patiti del verde; educarla a bonsai invece sollecita l’entusiasmo di un minore numero di bonsaisti, e francamente non si capisce bene il motivo, anzi si capisce benissimo, perché il bonsai è considerato un fatto di mode e quindi anche le varie essenze godono di preferenze come se anche lì si debba parlare di moda. Un bonsai di bougainvillea è di notevole effetto estetico per il colore delle brattee che sono molto decorative e persistenti (tutta l’estate). Per ottenere una buona fioritura la pianta va concimata con dosi leggere durante tutto l’anno con un concime liquido (0-10-10 NPK), integrato con Bio Gold in tutto il periodo di esposizione all’esterno, dal momento della fioritura al ricovero autunnale. Non è il caso di preoccuparsi se nelle regioni del nord, ai primi freddi, la pianta inizia a perdere le foglie anche se è posta all’interno: occorre allora diminuire drasticamente la quantità di acqua e concime ed aumentare il tasso di umidità, ponendo il vaso su un vassoio pieno d’acqua, il più vicino possibile ad una fonte luminosa.

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A Fig. 9 - Settembre 2007 - Fig.10 Luglio 2008

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Patologie 
Per quel che riguarda i parassiti e le malattie si possono riscontrare:
- afidi infestanti la vegetazione, cocciniglie (genere Eulecanium) infestanti i rametti, pseudo coccidi che infestano i germogli, Metcalfa pruinosa, i cui stadi giovanili e adulti infestano la vegetazione imbrattandola di melata e di secrezioni sericee biancastre;
- marciumi del colletto, macchie necrotiche fogliari dovute ad alcuni agenti fungini.

L’esemplare mostrato in questa foto (Fig. 11) appartiene all’autore. L’acquistò anni or sono in un vivaio, le sue dimensioni in origine erano:
- altezza: cm 145;
- diametro nebari: cm. 46.
Le prime operazioni effettuate furono quelle volte a ridurre l’altezza dell’esemplare, scegliere i rami utili al progetto finale (Fig. 12), e rinvasarla al fine di potare e selezionare le radici per formare un buon apparato radicale, povero in fittoni ma ricco di capillari.

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AFig. 11 - Bougainvillea in formazione Coll. Antonio Ricchiari

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AFig. 12 - Progetto a medio-lungo termine della bouganvillea della Fig. 11

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