Informativa Cookies

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'Accetto' acconsenti all'utilizzo dei cookie.Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa a questo link INFORMATIVA COOKIES

Traduci

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

 

Bruna Parma ci apre le porte del suo piccolo paradiso. Sorseggiando un caffe’ con Bruna durante l’edizione Arco Bonsai 2014 la conversazione cade inevitabilmente sulla nostra passione comune. Le piantine da compagnia. Da questa bella chiacchierata, nasce l’idea di un’intervista, per condividere piccoli segreti ed accorgimenti.

 

Abbiamo visto nel tuo giardino delle shitakusa molto belle. Ci puoi raccontare come nasce questa tua passione?

Nel 1991 mi sono avvicinata al mondo bonsai.  Sono rimasta affascinata e rapita dalla bellezza che questi piccoli alberi erano in grado di trasmettermi. Ho avuto l’occasione di partecipare ad alcuni seminari tenuti da maestri giapponesi sull’esposizione nel tokonoma, dove non poteva mai mancare una piantina da compagnia. Nel 2000 ho iniziato a cimentarmi per la prima volta con queste composizioni.

Alcuni bonsai del giardino di Bruna Parma

I seminari sono importanti, ma per fare da soli a volte è necessario anche il supporto di un libro. Hai trovato del buon materiale su cui poterti documentare?

Praticamente non esisteva nulla. Solamente libri fotografici, come quello di Kyuzo Murata “Four Seasons of Bonsai”. Da qui ho trovato ispirazione.  Anche la sola foto riusciva a trasmettermi delle forti emozioni.  Per quanto riguarda la coltivazione, sono andata a tentativi. Facendo riferimento comunque alle buone regole apprese sui bonsai. Frequentando mostre importanti, nel 2004 ho avuto la possibilità di approfondire la conoscenza di Othmar Auer, membro dell’associazione giapponese degli artisti  Bonsai.

Maestro molto esperto anche nell’arte delle shitakusa. Nel suo studio a Bressanone ho partecipato a diversi workshops e qui ho iniziato ad apprendere le tecniche necessarie per abbinare le piante nelle composizioni e il corretto mochikomi. 

Molte delle essenze che hai in collezione, presentano foglie molto piccole. A differenza delle simili piantate nei giardini. Come sei riuscita ad ottenere questo risultato?

Una buona coltivazione e mantenimento sono fondamentali. Le shitakusa, necessitano di cure e di pulizia costante durante tutta la stagione vegetativa. Già dal secondo anno, se seguite nella maniera corretta, le piante presentano una riduzione fogliare.  Col passare del tempo, le piantine utilizzate sembrano fondersi insieme. Può capitare che un seme, portato dal vento, si insedi nel vaso.  Un’altra piantina cresce, mescolandosi a quelle che io avevo scelto, creando così un effetto molto naturale. Quando raggiungono la maturità spesso le tiro semplicemente fuori dal vaso che le ha ospitate per lunghi anni. Una base di ceramica, può diventare il perfetto appoggio per ospitarle. 


Come ti comporti con l’irrigazione? Qualche segreto da svelarci?

Nessun segreto particolare, se non un po’ di buon senso e la “lettura” delle piante.  Io vivo a Ravenna e le estati possono essere molto calde. Posiziono le piante sotto i bancali, sopra lastre di tufo.  Sono sicura che, chiunque veramente ama le shitakusa, è in grado di trovare nel proprio giardino il posto adatto dove far trascorrere loro le vacanze estive!

Ho visto che ti diletti anche con le talee di olmi ed aceri. Hai mai pensato di utilizzarle nelle tue composizioni?

Ho fatto delle composizioni con le talee, ma non avevo mai pensato di combinarle con le erbacee. L’idea mi piace e sicuramente proverò.  Magari con un vaso alto, che ricordi un poco quelli utilizzati per l’ikebana.

Se dovessi indicare il tuo più grande successo e la tua peggiore sconfitta, quale esempio mi sapresti dare?

Questa è una domanda difficile a cui rispondere. Posso dire che ho fatto molti errori e che da questi errori ho appreso molto. Col tempo e l’esperienza tutto diventa più semplice.  Al momento, posso dire che sono soddisfatta di quello che ho raggiunto. Quando entro nel mio giardino, mi sento in pace ed in sintonia con le piante.

Un’ultima domanda e poi ti lascio andare. Hai mai pensato di insegnare?

Sinceramente non ci avevo mai pensato. Adesso che sono in pensione, ho molto più tempo libero. Chissà! Coinvolgere in questa mia passione altre persone e trasmettere loro il mio entusiasmo è sicuramente un ottimo stimolo per andare avanti nel mio cammino.

Fotografie: Bruna Parma

Vai all'inizio della pagina