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Silvia Orsi, autrice del libro "Piante spontanee, Shitakusa e Kusamono", intervistata da Bonsai & Suiseki Magazine.

Grazie innanzitutto a Silvia Orsi, autrice del libro "Piante spontanee, Shitakusa e Kusamono" per aver accettato con piacere di raccontarsi in questa intervista.

Silvia, tu hai realizzato e stai distribuendo in forma autonoma un libro abbastanza particolare, dedicato alle piante di compagnia, shitakusa e kusamono. In molti, leggendolo, hanno espresso la sensazione di classificare questo libro, per la completezza e chiarezza dei temi trattati, nella categoria "il libro che mancava". Mi sembra davvero un fatto positivo, un riconoscimento del grande lavoro che hai svolto. Ti va di raccontarci come è nata l'idea di realizzarlo? Ne accenni nella prefazione, racconti di un tuo vissuto precedente, di un forte attaccamento e curiosità per la natura trasmesso dai tuoi familiari e la continua attenzione per le forme espressive dell'ambiente, attenzione legata al contesto nel quale vivi e alle tue esperienze di osservazione e di trekking in montagna. Stimoli che poi si sono ulteriormente rafforzati con il tuo avvicinamento al mondo del bonsai, per il quale prediligi lo stile "literati", il più artistico in assoluto.

Poi succede qualcosa, qualche anno fa, un cambiamento forte, legato a un incidente in montagna, che ti ha costretta a rivedere, oltre ad altre cose, anche l'approccio alle tue passioni, compresi anche i bonsai.
E' corretto dire che questo libro non nasce solo come un "semplice" libro, quindi come un'esposizione delle tue conoscenze e competenze, ma che rappresenta anche la tua voglia di rimetterti in gioco dopo un'esperienza così forte ?, E che fa parte, come meglio descrivi tu, della tua seconda vita ?

Io credo di aver avuto una sorta di predestinazione per quanto riguarda il mio percorso immerso nella natura, penso che il fatto stesso di abitare fin da piccola in una piccola cittadina, in una strada che si chiama Via dello Zizzolo non sia stato un caso! Lo zizzolo è l'albero delle giuggiole e ... quando si dice andare in brodo di giuggiole si intende un qualcosa che ti piace particolarmente ... come per me lo è la natura sotto tutti i punti di vista.
Ho sempre avuto la curiosità per i "mondi" diversi dal mio ed il fatto che i miei genitori hanno acquistato uno scroll molto bello quando avevo solo cinque anni mi ha fatto nascere la curiosità per l'Estremo Oriente.
Mio padre conosceva bene , abitando lì vicino, i fratelli Franchi, Costantino e Idrio, e io ero spesso nel loro negozio e nei loro vivai, da dove tornavo sempre con qualche regalo. Quindi da li, fin da piccola, questa grande passione per gli alberi in natura. La mia passione per le piante è stata ben presto accontentata! Una passione molto forte, i miei genitori mi portavano ogni fine settimana in montagna, sulle alpi Apuane, sugli Appennini e a volte sulle Dolomiti o in val d'Aosta, per cui avevo modo di vedere e osservare la natura ed i cambiamenti che accompagnavano le diverse stagioni, e fare paragoni tra i differenti ambienti montani che incontravo.
Ho avuto il piacere e l'emozione di ritrovare gli stessi fiori in luoghi diversi, e con entusiasmo scattavo foto agli alberi ed ai fiori che incontravo sui sentieri. Mentalmente cercavo di mappare e ricordare tutti i fiori e le piante che incontravo nei miei percorsi e cercavo di vedere come la natura cambiava con gli stessi ritmi della natura che osservavo vicino casa.
Crescendo ho sentito il bisogno di capire meglio l'armonia del bonsai perché non mi bastava più il solo fatto di riuscire a mantenere in vita i miei bonsai! Lo stile Bunjin si avvicina maggiormente al mio modo di sentire la natura perché ... la natura è arte! Ogni forma, colore, profumo, dimensione, disposizione dei fiori e degli alberi ti richiama ad una forma d'arte emozionante dove il tuo compito è semplicemente quello di osservare per imparare. Maneggiare gli attrezzi per lavorare i bonsai (ed in particolare le sgorbie e gli scalpelli), curare le kusa, per me è molto rilassante, ti senti immersa in un universo pieno di poesia e tutte le preoccupazioni svaniscono di fronte alla bellezza della tua essenza o della tua piantina. La vita a volte è strana, io ho avuto molti regali (poter lavorare negli orfanotrofi in Europa dell'Est ed in Africa mi ha donato una prospettiva della vita molto privilegiata) e quando all'improvviso è svanito tutto il mio punto di forza è stata sempre e comunque lei ... la natura! Ho mandato in "pensione" i miei bonsai e mi sono dedicata ancora di più alle kusa proseguendo uno studio che portavo avanti da diversi anni da autodidatta. Nella biblioteca del mio studio accanto ai tomi della mia professione fanno bella mostra di sé tanti libri di botanica, apicoltura e terapia orticulturale perché ho sempre cercato di ritagliarmi dei momenti di "evasione" dai numeri per imparare qualcosa di bello ... e la natura ha tanto da insegnarci!
Con la seconda vita ho fatto i conti con la "velocità" nella quale siamo immersi ogni giorno; ho riscoperto il piacere di avere il tempo per mettere in ordine tutto il materiale che avevo raccolto negli anni, ho conosciuto tanti vivaisti ed esperti di botanica che mi hanno rivelato alcune cose che nessun libro riesce a dirti, ho catalogato le migliaia di foto ai fiori effettuando una mappatura dei vari sentieri nelle diverse stagioni ... è emozionante vedere come, ad esempio, le nostre Alpi Apuane indossano sempre nuovi colori dal bianco candido della neve al terra di siena bruciata delle foglie di faggio che danzano dolcemente nell'aria prima di toccare il suolo in autunno ... Il libro è nato da solo perché io non ho fatto altro che dare una forma a tutto ciò che avevo "disseminato" nel pc; sistemando i miei appunti e le foto mi sono accorta che era piacevole da rileggere tutto insieme, come se fosse un racconto ... ed è nata l'idea di condividere con gli amici appassionati come me la mia ricerca.

Che cosa vuol dire pubblicare e distribuire un libro in maniera autonoma ?

E' una cosa abbastanza complessa. Io ho fatto questa scelta perchè volevo essere "padrona" di distribuire il libro in un mercato completamente diverso da quello di riferimento. A me interessava soprattutto distribuirlo alle persone che sento vicine, agli amici, ai veri appassionati di bonsai, perchè essendo un lavoro particolare, che è nato in un momento molto complesso e delicato della mia vita mi faceva piacere che a godere del frutto di questo mio percorso potessero essere delle persone con i miei stessi interessi, e che non fosse semplicemente una curiosità da libreria verso un libro di un argomento mai letto. A me faceva piacere poterlo far leggere a persone competenti, che una volta letto potessero fornirmi ulteriori spunti di crescita. E' questo che mi ha spinto a questa forma atipica di distribuzione, che avviene proprio attraverso la mia partecipazione alle mostre bonsai e al contatto diretto con le persone interessate al libro. Mi dà soddisfazione perchè so che chi legge il mio libro è davvero una persona che vuole davvero scambiare con me un'esperienza.

Questa scelta distributiva fa di te una girovaga ?

Si, ed è divertentissimo, perchè finalmente in questo modo sono davvero in contatto con tante persone delle quali sono collega, bonsaisticamente parlando, persone che stimo molto, che mi hanno incoraggiato in questo momento particolare ad andare avanti, e soprattutto mettermi in gioco, raccontando quella che è stata l'esperienza della scrittura del libro, spiegando come si possano fare le piantine riesco di nuovo a carpire ulteriori segreti perché magari alla mostra partecipa un amico scrittore, o un maestro o un appassionato come me che però già da tanti anni sta coltivando particolari piantine che a me non riescono bene, e lui mi racconta la sua esperienza e di nuovo ecco che ritorno alunna e sono felicissima di imparare qualcosa che non conosco.

Dalla tua presentazione leggo che sei dottore commercialista e revisore dei conti, una professione che lascia poco spazio all'errore e presuppone un approccio molto metodico e organizzato. Questo si percepisce anche nel libro, che in maniera guidata e razionale fornisce gli strumenti di base, ma direi anche molto di più, a chi si avvicina all'esperienza delle piantine da compagnia. Ma per te cosa significa, a livello interiore, lavorare una shitakusa o un kusamono, seguirne i progressi, gli abbinamenti con i vasi, sino ad arrivare all'accostamento con il bonsai nel tokonoma. Quali parole useresti per spiegare a chi inizia questa sottile magia, o per convincere qualcuno ad iniziare questo percorso ?

Ebbene si ... lo confermo sono un dottore commercialista e con l'aggravante del revisore dei conti! Poco spazio alla fantasia! Ma per fortuna la "contaminazione" con la natura che ho avuto fin da piccola mi ha aiutato a trovare una dimensione speciale prendendomi cura delle piante (bonsai o kusa) perché in realtà sono loro che si prendono cura di noi. A livello interiore penso che sia questo il significato profondo della gioia di lavorare una piantina! Io scelgo le specie, verifico le loro necessità per la coltivazione, cerco di scegliere un vaso che non solo ne esalti la bellezza ma che sia anche un contenitore che rispetti le esigenze della piantina, lascio che maturi per acquistare la giusta patina prima di decidere a quale essenza o suiseki viene abbinata e cerco di realizzare il tokonoma che tenga conto delle regole espositive ... ma la cosa essenziale è che mi lascio comunque e sempre guidare dalla magia delle piantine ... Ecco la parola magia è proprio quella che hai utilizzato anche te per parlare delle nostre piantine. In effetti, come dicevo poco fa, sono loro che scelgono te prendendosi cura di te, della tua anima; corriamo sempre e non abbiamo mai tempo per niente e per nessuno ... ma quando il nostro sguardo incontra la natura se si riesce a soffermarsi un attimo ... inizia la magia! La natura ti rapisce con la sua bellezza ed a poco a poco capisci che hai trovato davvero la tua strada, il tuo cammino verso la serenità.

Bonsai e piante di compagnia, nel bonsai la lavorazione è, oltre ad un fatto progettuale ed estetico, anche il susseguirsi di azioni molto fisiche, quali per esempio i rinvasi, le potature, le piegature, le filature, la lavorazione del secco. Gesti tecnici che ripetuti nel tempo conducono alla realizzazione di un lavoro che porterà ad "emozionare" coloro che guarderanno l'opera realizzata. Cosa avviene invece, a livello artistico, nella creazione di piante da compagnia, puoi spiegarcelo, cercando di fare una comparazione tra i due mondi ? Quali i punti di contatto e quali le diversità ?
E quali a tuo parere le difficoltà che vanno tenute in considerazione nella lavorazione di queste piante ?

Si, il bonsai è talvolta un mondo che richiede una discreta dose di forza per le varie fasi di ogni lavorazione e ... a volte grinta quando devi fare certe pieghe per non rischiare di perdere un ramo. La lavorazione delle kusa invece richiede piccoli gesti delicati, spesso si lavora, come per i mame, con le pinzette perché lo spazio del vasetto è così piccolo che per riuscire a collocare le radici nel modo corretto devi ricorrere a strumenti che siano più piccoli delle tue dita! I movimenti dei rinvasi, della selezione delle radici o della rimozione delle foglie è svolta in un mondo in miniatura, sembra quasi una favola! Devi riuscire ad essere particolarmente delicata. Il momento più difficoltoso durante l'anno è, senza dubbio, l'estate, quelle belle torride giornate quando il vento caldo asciuga e prosciuga tutto! Per riuscire a mantenerle in vita tengo le mie piantine su vassoi di plastica con la pomice e 3-4 millimetri di acqua, lascio che le radici fuoriescano dai vasi, le nebulizzo spesso,le riparo con gli ombreggianti, nei momenti critici le innaffio anche tre volte al giorno! Vivono in un pugno di substrato che disperde molto velocemente la propria umidità nell'aria. In inverno le riparo in serra fredda e, ad alcuni tipi di succulente, metto sopra una scatola di cartone per simulare il periodo della loro permanenza sotto la neve. Questo inverno quando per un lungo periodo la temperatura era particolarmente rigida ... confesso di averle portate in casa la notte allestendo uno scaffale in guardaroba davanti alla finestra e lasciando l'aria condizionata spenta per non creare troppo sbalzo tra il fuori ed il dentro ... non ho avuto perdite in inverno, ma questa estate ho perso due felci ed uno Hieracium ...

Sensibilità artistica e padronanza delle tecniche di realizzazione. Come si fondono nei tuoi lavori e quale di queste caratteristiche ritieni più importante ?

Come nelle lavorazioni bonsai penso che entrambe siano molto importanti anche se penso che la seconda lo sia maggiormente perché ... se fai un bel progetto, lavori bene una piantina riuscendo ad arrivare ad una bella maturità e non hai molta dimestichezza con alcune nozioni di botanica ... rischi di rendere vani i tuoi sforzi; credo che il primo passo importante sia imparare a mantenere in vita la piantina, come il bonsai e poi a poco a poco acquisire le varie tecniche di lavorazione ed infine cercare di crescere costantemente nella sensibilità artistica. Non dobbiamo limitarci ad osservare la natura, penso che sia molto importante osservare anche le altre arti come la pittura, la scultura, la lavorazione della ceramica, il teatro, talvolta anche la musica riesce ad ispirarti. Essere appassionati di arti fini, conoscerne i segreti, saperli trasportare nelle nostre passioni, essere aperti alle novità aiuta molto nel percorso di miglioramento della sensibilità. Io visito spesso i musei e le mostre dove i quadri ti avvolgono con la loro bellezza, cerco di immagazzinare nell'anima le emozioni che provo e tento di riviverle mentre lavoro le mie piantine ...

Nel tuo percorso di avvicinamento a questa espressione artistica, e alla successiva realizzazione del libro, hai seguito una via che, partendo dall'osservazione delle piante in natura ti ha portato a diversi livelli di approfondimento, dallo studio della botanica e del riconoscimento delle varie specie, agli incontri con vivaisti, istruttori e maestri. Quali sono stati i momenti difficili e cosa (o chi) ti ha arricchito di più di più durante questo percorso.

Ad essere sincera ogni momento è stato appassionante perché con ogni persona che parlavo avevo modo di apprendere un piccolo pezzo di puzzle sulla natura, mi sono divertita a sperimentare i vari substrati con le piantine seguendo i consigli dei vivaisti o dei botanici per capire se e come la piantina rispondeva alle diverse miscele; con gli istruttori, in particolare con Francesco Santini, è stato bello condividere i kusa day dove al commento della piantina ed alla sua sistemazione seguiva il set fotografico per iniziare a catalogare le diverse specie e le varietà di ogni singola specie, poi con Roberto Raspanti sono seguite diverse "chiacchierate" ed alla fine sono anche riuscita a farmi prestare la sua sassifraga su scheggia per 20 giorni in modo da fotografarla con la luce del sole nelle diverse ore della giornate ... volevo metterla come copertina del libro e volevo trovare una soluzione che esaltasse al massimo la bellezza della composizione, semplice ma di enorme impatto! Pensare solo alla natura ed alle piantine mi ha dato tanta forza in questi ultimi tre anni e mi ha permesso di tornare a sorridere alla vita! Grazie a queste meravigliose creature!

Nel libro si trovano schede con descrizioni molto dettagliate di piante che hai esaminato e catalogato/fotografato nel corso dei tuoi viaggi tra le montagne del Centro e del Nord Italia. A quando le schede delle piante del Sud e delle Isole, magari chiedendo un aiuto ai lettori di Bonsai & Suiseki Magazine ?

Spero prima possibile! Avere l'opportunità di imparare ancora tante cose piacevoli, poterle condividere con altre persone che come me sono appassionate soprattutto se hanno modo di farmi scoprire specie che non trovo nelle mie escursioni settimanali non può altro che farmi piacere! Mi farebbe molto piacere poter iniziare la stessa ricerca di bellezza nelle zone della nostra meravigliosa Italia che per ora non avevo ancora avuto modo di studiare in modo così approfondito! Se i nostri amici hanno voglia di farmi da guida nei posti dove poter apprendere nuovi segreti sulle piantine ... sono i benvenuti!

Che suggerimenti ti senti di dare, oltre ovviamente a quello basilare di acquistare il libro, a chi intende cimentarsi nella realizzazione di kusamono e shitakusa ?

Ah!Ah! si come dici tu acquistare il mio libro è "fondamentale" ma non è sufficiente! Come dice una celebre battuta di un film che adoro "bisogna provare, provare, provare, provare, provare ... e poi ci si riesce bene!" Come per i bonsai il percorso è un crescendo continuo perché solo applicandosi con passione si possono ottenere dei buoni risultati.
Nella bibliografia del libro presenti un elenco molto esaustivo di pubblicazioni, quali consideri strettamente indispensabili per chi vuole effettuare degli approfondimenti ?
La scelta tra i vari testi diviene davvero difficile perché per me sono stati tutti molto significativi ed interessanti da studiare ... qualche testo a forza di sottolinearlo, evidenziarlo e mettere commenti a margine è ... quasi logorato! Consiglio naturalmente i tre tomi bellissimi (anche se le figure sono solo fatte a china nera) di Sandro Pignatti sulla Flora d'Italia, i vari libri della flora delle Alpi (tra poco rimedierò la lacuna inserendo nella bibliografia i libri sulla flora degli Appennini del Sud e delle Isole, naturalmente!), i libri editi da The Royal Horticoltural Society, un buon libro di botanica ed un libro sul linguaggio dei fiori.

Le piante da compagnia hanno tutte un fascino evocativo particolare, ma ogni artista ha delle preferenze, quali sono le tue piante preferite, e per quali motivi ?

Ormai non è più un segreto il fatto che la mia pianta preferita è l'aquilegia. E' particolarmente bella la forma, il delicato profumo, il colore ... naturalmente parlo dell'aquilegia che incontro sui sentieri delle Alpi (quelle Apuane in particolare) che hanno un colore che va dal lilla chiaro al blu violetto. Sono belle anche quelle bicolore ma in tutta onestà preferisco le piante spontanee (non a caso il titolo del libro inizia proprio con "Piante spontanee") rispetto agli ibridi ... che mi sembrano più freddi perché non sono nati direttamente dall'alchimia della natura ma per un capriccio umano!

Ci racconti come mai chi crea shitakusa e kusamono prima o poi sente la necessità di realizzare da sé i propri vasi. Che spiegazione ti sei data, visto che dalle pagine del libro si scopre che sei anche un'ottima ceramista ?

Come ho detto prima secondo me chi si avvicina alle kusa è anche appassionato di altre forme di arte e tra queste la lavorazione della ceramica è una molto importante. Quando hai davanti la tua kusa pensi sempre a come puoi riuscire a regalarle un contenitore che la renda ancora più bella ... quando inizi a guardarti intorno ne vedi tanti che ti colpiscono ma magari il colore, la dimensione e talvolta la forma si avvicinano alla tua idea ma non interpretano a dovere la tua sensibilità ... nasce da sé la voglia di provare a dare vita alla forma di vaso che hai in mente divertendoti a scegliere nel bosco la terra che proverai con vasetti semplici per testarne la consistenza, la resistenza, la malleabilità ed a poco a poco inizi a mischiare i diversi terricci per vedere gli effetti cromatici, poi per renderle più resistenti aggiungi un po' di gres ed il gioco ... inizia e ti appassiona sempre più!

Parliamo di reperimento del materiale per iniziare a fare shitakusa e kusamono. Per attrezzi e substrati i materiali sono molto simili, se non praticamente gli stessi usati per i bonsai. Com'è la situazione per quanto riguarda le piante ? Si trovano nei vivai generici oppure è necessario ricorrere a vivai specializzati o alla raccolta in natura (con tutte le considerazioni del caso) ?

Inizio subito dalla raccolta in natura! VIETATISSIMO fare le uscite senza prima avere consultato ed appuntato tutte le specie che non possono essere raccolte! Nel libro ripeto diverse volte che la natura ogni giorno ci "regala con tanta generosità e per la quale spesso non siamo così riconoscenti" fiori di una rara bellezza! Sta a noi ricordarci in ogni momento della nostra escursione che chiunque deve poter ammirare i fiori e che non dobbiamo danneggiarli. Spesso siamo privilegiati a poter vedere delle specie rare per cui bisogna assolutamente sapersi accontentare di scattare fotografie che ci ricorderanno l'incontro! Non esistono vie di mezzo! La natura deve essere rispettata! Per quanto riguarda i vivai in effetti non tutti hanno le specie giuste per essere utilizzate come piantine da compagnia; ci sono alcuni vivai specializzati che offrono una bella gamma di piantine, abitando nella zona dei vivaisti di Pistoia e Pescia posso dire che da noi riesco a reperire quasi ogni specie adatta, ma per le piante alpine devo cercare in Trentino o in Friuli Venezia Giulia. I prezzi in genere sono abbastanza abbordabili, salvo piante particolari come le peonie e le orchidee che possono avere prezzi più elevati.

Per quella che può essere la tua visibilità, nel panorama commerciale del bonsai italiano c'è richieste di shitakusa e kusamono, quindi spazio per un eventuale mercato di nicchia, oppure è ancora troppo presto ?

Secondo me siamo agli inizi, ne parlavo settimana scorsa con alcuni vivaisti, al momento è ancora un mercato di nicchia ma la situazione è in fase di evoluzione.

Silvia, siamo quasi alla conclusione della nostra intervista, hai avuto modo di approfondire il nostro magazine on-line? Hai qualche suggerimento per migliorarci e cosa pensi di questa iniziativa ? Credi che una rivista elettronica e gratuita possa essere utile per promuovere iniziative nel mondo del bonsai ?

Penso che la nostra rivista sia uno strumento utilissimo per tutti gli appassionati di bonsai non solo perché ogni numero offre molti spunti artistici, ma anche e soprattutto perché vi sono riportate le esperienze dei nostri amici per cui leggendo abbiamo sempre l'opportunità di imparare qualcosa e di condividere trionfi e sconfitte ... e da queste ultime capire come riuscire ad evitare di ripetere di nuovo l'errore. E' un'ottima idea riuscire ad avere una rivista dedicata al nostro mondo e soprattutto una rivista dove ogni appassionato può fornire il proprio apporto in modo costruttivo!

Termina qui questa intervista con Silvia Orsi. Silvia, grazie per la tua disponibilità e per aver realizzato questo libro, che sicuramente aiuterà molti bonsaisti nella creazione dei loro prossimi allestimenti. Prima di chiudere vuoi fare un saluto ai nostri lettori?

Bhé non sono molto brava con i saluti, mi ha fatto davvero tanto piacere avere l'opportunità di parlare con te di una grande passione che unisce molti bonsaisti. Ai nostri lettori posso solo dire ... grazie a tutti voi, la mia mail riceve sempre molti messaggi da parte vostra accompagnati da foto bellissime e mi fa piacere sapere che siamo in tanti ad avere questa bella passione. Vorrei ringraziare anche Carlo Scafuri per tutte le chiacchierate sulle kusa che abbiamo fatto e due care amiche che mi hanno mandato tante foto delle loro bellissime piantine, alcune foto appaiono a corredo di questo articolo, le due care amiche sono Daniela Biei e Bruna Parma.

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