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Questa settimana, dopo aver scalato il Monte Fuji, continuiamo il ns. viaggio in un’altra città del Giappone. Nel passato è stata la sua capitale ed è tuttora considerata un luogo di culto dove il tempo sembra essersi fermato….. Questa settimana attraverso le immagini del film-maker vi mostriamo la città di KYOTO. 

Kyoto (京都市 Kyōto-shi) è una città del Giappone di quasi 1,5 milioni di abitanti, che nel passato fu la capitale del paese per più di un millennio (precisamente dal 794 al 1868) e che è oggi il capoluogo dell'omonima Prefettura. La città, nota anche come "la città dei mille templi", essendo stata quasi interamente risparmiata dalla seconda guerra mondiale, è considerata il più grande reliquiario della cultura giapponese, e per questo inserita nei siti protetti dall'UNESCO. È una sede universitaria di importanza nazionale e centro culturale di livello mondiale.

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Fu fondata nel 794 dall'Imperatore Kammu quando la capitale vi fu trasferita da Nara. L'imperatore Kammu impose alla nuova capitale il nome di Heian Kyo (平安京letteralmente "capitale di tranquillità e pace"). Comunemente però era nota come Miyako oppure Kyo, due diverse pronunce del carattere 京 - "capitale". Fu sede imperiale quasi ininterrottamente fino al 1868, quando l'imperatore Meiji si trasferì a Tokyo.

Il centro cittadino aveva una struttura quadrata, con strade ad angolo retto e isolati rettangolari (quadrati divisi a metà), secondo il modello urbanistico cinese. Il palazzo imperiale sorgeva nel quadrante settentrionale della città. A causa dell'eccessiva umidità la parte occidentale si spopolò.

Ashikaga Takauji ha fondato il suo shogunato a Kyoto. Durante la guerra Onin (1467-1477), Kyōto fu funestata da terribili combattimenti che portarono alla devastazione di interi quartieri. La città fu ricostruita verso la metà del XVI secolo. Il samurai che riunificò il Giappone, Toyotomi Hideyoshi (1536 - 1598), edificò la propria residenza vicino al palazzo imperiale e di lì regnò sul Giappone. Anche il suo successore, Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa, si fece costruire il castello di Nijo vicino al palazzo imperiale.

Durante la ribellione di Hamaguri del 1864, furono incendiate e distrutte 28.000 case. Questo evento ed il successivo spostamento della capitale a Tokyo nel 1869 indebolirono l'economia cittadina. La moderna città di Kyoto fu istituita il 1º aprile del 1889. La costruzione del canale del lago Biwa del 1890, che univa il bacino a Kyoto, fu una delle misure atte a ravvivare l'economia.

La città non è stata bombardata nella seconda guerra mondiale e quindi il centro storico è rimasto pressoché intatto nella forma successiva alla ricostruzione. In un rapporto dell'esercito americano, Kyoto era stata indicata come obiettivo dell'attacco nucleare del 6 e 9 agosto 1945, su suggerimento del matematico John von Neumann; ma la scelta fu spostata dai generali su Nagasaki.

Kyoto è tuttora una delle municipalità più popolate del paese e, come tale, nel 1956 fu una delle prime a divenire "città designata per ordinanza governativa".

La città è famosa per i Giardini zen. Sono annessi ai templi e costituiscono un raffinatissimo abbellimento estetico, ma anche uno stimolo per la meditazione. Sono costituiti entro spazi abbastanza ridotti nei quali viene riprodotto un paesaggio, utilizzando ghiaia, pietre, muschio e piante.

Il giardino più noto è quello del tempio Ryoan-ji, dove in uno spazio di soli trecento metri quadrati è racchiuso un paesaggio formato da ghiaia su cui sono posate quindici pietre di varia forma. Il giardino, detto kare sansui (giardino secco) rappresenta, secondo alcuni, la superficie del mare costellata di isole, oppure una distesa di nuvole o di nebbia dalla quale spuntano delle montagne. La superficie della ghiaia è periodicamente rastrellata e quindi percorsa da linee parallele dritte o curve che rendono l'insieme particolarmente equilibrato, oltre a dare il senso dell'impermanenza. Quindi non è un'opera d'arte fissa ma mutevole, così come è mutevole la realtà.

Le quindici pietre sono posizionate in modo che da qualsiasi punto si guardi il giardino non si possano vedere tutte, cioè qualcuna resta celata, a simboleggiare il fatto che la realtà, per quanto la si scruti, rimane sempre in parte nascosta.

Altri giardini utilizzano sfondi di vegetazione che servono ad ampliare la profondità, dando l'illusione di una distanza che non c’è. Oppure utilizzano distese di muschio di vari tipi. Alcuni scorci sono di una perfezione assoluta che fa dimenticare l'estrema esiguità degli spazi. Anche la ricerca e la selezione delle rocce sono state compiute con grande pazienza e con grande cura. La tecnica per la creazione di questi giardini raggiunse il suo apice nel corso del XVI secolo, cioè nella stessa epoca in cui vennero codificate le regole della cerimonia del tè (cha no yu) e presero forma definitiva molte altre espressioni culinarie.

Al centro della città sorge il Castello Nijo-jo (二条城 Nijō-jō), eretto a partire dal 1626 da Tokugawa Ieyasu. Le cinque costruzioni principali sono collegate da lunghi corridoi con pavimenti formati da tavole che emettono particolari cigolii quando sono calpestate (pavimento degli usignoli) al fine di impedire che si avvicinassero visitatori inaspettati.

La villa di Katsura Rikyu è il più importante esempio di architettura residenziale giapponese della fine del Cinquecento. Sorge tra il fiume Katsura e le colline Nishiyama. La costruzione iniziò nel 1590 per volontà di Hideyoshi Toyotomi. Il giardino che la circonda è un capolavoro, opera dello stesso architetto che progettò la villa, Kobori Enshu, il quale per accettare l'incarico pose tre condizioni: fondi illimitati, tempi di esecuzione a propria discrezione e divieto di qualsiasi visita o interferenza da parte del committente, durante i lavori.

 

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