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Questa settimana vi proponiamo uno spaccato del teatro delle marionette giapponesi che viene trattato con spirito e cultura diverso da quello che noi conosciamo: Il ningyō jōruri 人形浄瑠璃 (o jōruri delle marionette) è un genere di narrazione eseguita con uno stile di declamazione tipicamente giapponese, a metà tra recitazione e canto accompagnata dal suono dello shamisen.

joruri

Le sue radici possono essere fatte risalire agli inizi del XVI° sec. quando menestrelli ciechi (biwa hōshi), che cantavano l’epopea delle grandi battaglie accompagnandosi con una sorta di liuto chiamato biwa, unirono le proprie forze con quelle di burattinai ambulanti che vendevano nelle fiere dei villaggi anche rimedi della medicina popolare. La biwa venne presto sostituita con lo shamisen, ancor oggi lo strumento che crea la tessitura musicale di uno spettacolo di jōruri. Il jôruri è un tipo di spettacolo teatrale che si basa sull'azione scenica non di attori in carne ed ossa ma di burattini; in esso il tayû (il cantore di jôruri) declama i dialoghi prestando di volta in volta la propria voce ai diversi personaggi. Il teatro dei burattini giapponese non è concepito come qualcosa di comico o comunque "leggero”, ma contiene tutti gli elementi che siamo soliti associare al teatro "serio": dramma, azione, poesia, pathos, introspezione psicologica, sarcasmo, tragedia, anche se non mancano le scene erotiche o truculente e, naturalmente, neppure quelle umoristiche.

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