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Questa settimana apriamo di nuovo la finestra sul Giappone che ci affascina per le sue grandi contraddizioni che caratterizza questo paese, si passa dal chiasso metropolitano al silenzio antico di templi e villaggi senza tempo. Dietro a bellezze naturali e artistiche senza pari, il Giappone nasconde industrializzazione, tecnologia futuristica, emulazione del modello occidentale che si trovano a convivere in un’unica armonia di contrasti con tradizioni antichissime e ancora estremamente rispettate e praticate.

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All’interno delle stesse realtà cittadine si possono notare incredibili contrasti, come un piccolo tempio shintō accanto ad un centro commerciale di quindici piani, o al di fuori di esse, lasciati i grovigli urbani di case in cemento, si incontrano solo risaie e case di tetti in paglia. C’è Tokyo, rappresentazione in sé di tutto il Giappone: grattacieli e baracche, donne in carriera e geishe, palazzi di vetro e acciaio, giardini e boschi silenziosi. C’è Kyōto, la capitale storica, quella dove l’imperatore viveva in un mondo ovattato fatto di una corte ricca ed elegante, dove Genji, il principe splendente viveva le sue travolgenti avventure d’amore, in una cornice di bianchi fiori di ciliegio e rosse foglie di acero. Qui non ci sono grattacieli, non c’è il caos di cui è impregnata la sua vicina Ōsaka, ma storia e modernità si scontrano e convivono in ogni parte della città, tra un bellissimo palazzo imperiale e una futuristica stazione ferroviaria. C’è Nara, la prima capitale, che se non fosse per i turisti sembrerebbe non essere ancora uscita dal passato, con i suoi templi e santuari che custodiscono splendidi tesori. Ci sono meraviglie naturali e artistiche sparse in tutto il paese, tradizioni antiche, miti e leggende che muovono i sottili e ingarbugliati fili dell’attuale società giapponese, ma anche le modernissime e tecnologiche metropoli, simbolo del materialismo “imposto” (e comunque accolto) dall’Occidente.
I Giapponesi sono un popolo in apparenza estremamente simile a noi per abbigliamento e contesti di vita, ma allo stesso tempo tanto distante per tradizioni. Il visitatore che decide di intraprendere il lungo viaggio verso questo arcipelago non rimarrà deluso dall’accoglienza e dalla cortesia di questo popolo rispettoso e curioso verso i gaijin (gli stranieri), dall’ospitalità nelle bellissime locande tradizionali (ryōkan), dall’esperienza di un ofurō (bagno di vapore), dalla speciale e unica cucina giapponese, dalle emozioni legate ai riti e alle cerimonie cui è possibile assistere, dalla conoscenza di religioni e filosofie tanto affascinanti.
Il Giappone non deluderà chi va alla ricerca di tecnologie e strumenti all’avanguardia ma nemmeno per la sicurezza e l’efficienza di servizi e trasporti comodi e puntuali. Chi è alla ricerca di emozioni, non resterà comunque impassibile passeggiando per Gion, l’antico quartiere delle geisha di Kyōto, andando a vedere uno spettacolo kabuki, passeggiando per le vecchie case in legno, partecipando ai bellissimi mercatini nei cortili dei templi e mangiando patate dolci.

Questi e altri mille i motivi per amare il Giappone. Buon viaggio!!

 

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