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Questa settimana ci occupiamo di un altro aspetto della cultura giapponese che affascina noi occidentali. Essa mantiene vive le sue tradizioni antiche sia nelle arti che nei mestieri e nonostante sia ancorata al suo passato il Giappone è da sempre proiettato verso il futuro, a volte anche estremo. Il tema di questa settimana riguarda gli Hotel... ma non un semplice Hotel, parliamo dei famosi Capsule Hotel.

logo 9h

I Capsule Hotel hanno rivoluzionato il concetto di stanza d’albergo, razionalizzando gli spazi ed eliminando il superfluo, ossia tutto; infatti, i Capsule Hotel sono costituiti non da stanze, ma da capsule dove lo spazio riservato al cliente è praticamente lo stesso spazio di un loculo oppure di una cella frigorifera di una qualsiasi sala mortuaria. Con questo non vogliamo dire che non siano accoglienti, anzi, le capsule sono studiate da architetti che hanno ridotto in scala lo spazio utile lasciando solo quello necessario per dormire, mentre tutto il resto lo si può fare in appositi spazi comuni.

Sono 30 anni che il Giappone ne conosce il concetto, ne apprende la filosofia e ne apprezza anche la funzionalità. Ovviamente agli occhi degli occidentali il tutto ha un gusto leggermente macabro o incomprensibile, poiché, l’idea di capsule lo ha visto solamente nelle pellicole di film di fantascienza e mai potrebbe accettare la riduzione in scala del proprio comfort. Considerando che siamo in Giappone, c’è un’azienda che ha pensato di fare molto di più rispetto al tradizionale Capsule Hotel ed è la 9h Capsule Hotel. Dal nome si può facilmente comprendere l’idea che sta alla base del progetto ossia le Nove Ore. Decostruire è diventato l’obiettivo principale di Fumie Shibata, designer di Studio S che, insieme alla Cubic Corporation, ha progettato nella vecchia capitale, a Kyoto, la rivoluzione del capsule hotel. L’idea nasce dal presupposto di ottimizzare l’uso del lusso solo dove e quando sia strettamente necessario, rinunciare quindi al superfluo per poterne apprezzare gli agi nei momenti di effettivo bisogno, tutto con un notevole risparmio per le nostre tasche. In ognuna delle 125 capsule c’è un piccolo pannello di controllo disegnato da Panasonic, con il quale regolare illuminazione, musica e sveglia. La filosofia dell’ospitalità del 9H è suddividere tempo e spazio in questo modo:

· 1 ora per la doccia

· 7 ore di sonno

· 1 ora di relax.

Totale 9h

Se da un lato però dovete arrangiarvi un po’, ed economizzare sulla componente “spazio” della suite, con la stessa tariffa avrete accesso a confortevoli docce, spogliatoi degni di ambienti d’alto rango e spaziosissimi salotti. Il progetto abbatte qualsiasi barriera linguistica e si propone di condurre l’ospite in una routine tanto necessaria quanto schematica. Se il successo ‘in loco’ è indiscusso, siamo ancora in attesa di un riscontro sul ‘popolo d’oltremare’. Perciò chiunque voglia vivere il brivido ed è curioso di sapere come si sta in un loculo nel momento del trapasso può sempre fare un salto a Kyoto ed accontentarsi di un surrogato.

FELICE RIPOSO!

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