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Nella pratica quotidiana della coltivazione bonsai, molti aspetti agronomici  convergono, grazie ai nostri controlli su di essi, verso la buona salute delle nostre piante riuscendo in molti casi ad accorciare i tempi di realizzazione delle prime fasi di modellatura e impostazione.
Tra questi fattori rientra a pieno titolo l’acqua d’irrigazione.

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KUROMATSU - Il Giappone viene descritto come “il paese del pino”; quest’albero è stato a lungo una presenza familiare in Giappone divenendo anche oggetto di culto dello Shintoismo. La sua corteccia splendidamente scabra e le sue foglie aghiformi trasmettono una possente forza virile. Un tale livello di dignità si raggiunge solo dopo anni di cure della pianta nel suo vaso.

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L’Acero Tridente (Acer buergerianum) é entrato nell’immaginario collettivo, anche tra i non esperti di arte bonsai, come una tra le piante che più simboleggia quest’arte.  Forse per via di quella sua alternanza di eleganza e forza, ben rappresentata da un apparato radicale estremamente generoso, in grado di creare nebari possenti ma mai banali - contrapposto al sottile merletto della ramificazione secondaria e terziaria e alle foglie aggraziate, piccole ma meno delicate rispetto alle più sottili ed eleganti foglie dei leggeri Aceri palmati.

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L’Olivo interpreta l’essenza e l’identità del bacino del Mediterraneo, la sua millenaria storia, di popoli antichi e mitici, dalle Città Stato Elleniche fino alla Spagna Saracena, passando per l’Impero Romano. Nei secoli l’olivo ha rappresentato una fonte di ricchezza alimentare e spirituale rendendosi aduso ai più svariati impieghi ed ancora oggi rappresenta, dal punto di vista paesaggistico, il caratteristico complemento alle aree collinari ed a quelle pianeggianti, inducendo nei viaggiatori quell’idea di casa cui fare riferimento.

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I primi ad osservare gli effetti delle gibberelline furono gli agricoltori giapponesi. Questi notarono, in piante di riso in accrescimento, un allungamento anomalo degli internodi. Queste piante a causa dell’eccessiva lunghezza dello stelo si indebolivano ed andavano incontro ad allettamento ed inoltre si presentavano clorotiche e sterili.

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La scoperta delle auxine stimolò molti ricercatori nel cercare altri tipi di composti chimici capaci di regolare l’accrescimento vegetale, in quanto sembrava improbabile che crescita e sviluppo delle piante fossero gestiti da una sola tipologia di ormoni. Questi studiosi focalizzarono i loro studi sulla ricerca di ormoni che fossero in grado di regolare la divisione cellulare.

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