Informativa Cookies

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'Accetto' acconsenti all'utilizzo dei cookie.Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa a questo link INFORMATIVA COOKIES

Traduci

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Olmo campestre courtesy of www.bolledimagadino.com

 

Scheda di coltivazione a bonsai dell'essenza Olmo campestre

Scheda Tecnica

L' Olmo campestre è longevo, possiede una notevole attività pollonifera ed il fogliame, fornito di picciolo con stipole caduche, nei mesi autunnali assume una tonalità giallo-ruggine molto decorativa. La sua elevata resistenza ai fattori climatici ne ha permesso una elevata diffusione, infatti  la forte resistenza vegetativa delle gemme gli conferisce una notevole tolleranza alle gelate tardive. Specie di interesse paesaggistico (boschi e siepi), l' Olmo campestre è pure apprezzato come pianta ornamentale e nella costituzione di alberature stradali in quanto sopporta bene sia la potatura che l'inquinamento. In passato, grazie alle dimensioni abbastanza contenute della chioma, era usato come tutore della vite soprattutto nella pianura padana, ma la diffusione della graffiosi, una malattia fungina, ne ha ridotto notevolmente la presenza e fatto cessare completamente questo utilizzo . L' Olmo campestre ama particolarmente i terreni freschi, profondi, con buona disponibilità di acqua, ma che soprattutto devono avere abbondante disponibilità di sali minerali, tollera molto bene i substrati calcarei ed argillosi. Il legno esternamente si presenta chiaro, ma tende a scurirsi procedendo verso l'interno fino ad assumere colore brunastro nel durame. Il legno è pesante, di buona consistenza e, superando la difficoltà della stagionatura, acquisisce ottime caratteristiche di durata, di durezza e di resistenza. Per le sopra citate caratteristiche, la resistenza all'acqua e la facilità nella lavorazione, viene impiegato nella costruzione di mobili, porte, pavimenti, organi sottoposti ad attrito e nella produzione di compensato. Non è un buon combustibile.

Ulmus minor

Famiglia: Ulmacee

Foglie:

Decidue, semplici, inserzione alterna , lamina ovale, base asimmetrica, apice appuntito

Fiori

Ermafroditi, sessili, riuniti a gruppi,  fioritura a fine inverno prima della fogliazione

Frutti/Semi

Samare riunite in gruppi, maturano a luglio-agosto

Portamento/Altezza

In condizioni ideali può raggiungere i 20 mt. di altezza

Olmo in lavorazione GL Enny
Olmo in lavorazione

Coltivazione a Bonsai

L'Olmo Campestre è una pianta da esterno di facile formazione, ed è assolutamente consigliata a chi si avvicina per la prima volta  all’arte del bonsai.
Per chi vuole ottenere una buona miniaturizzazione fogliare è importante un minuzioso lavoro di pinzatura sulle foglie più grandi durante tutto il periodo vegetativo, il risultato è garantito con un altissima percentuale.
Generalmente si pota in autunno, alla fine della stagione vegetativa.
A cominciare dalla primavera, fino all'inizio dell'autunno, si procede alla cimatura dei germogli, lasciandoli crescere di parecchi centimetri prima di tagliarli lasciando 2-3 paia di foglie. Solitamente il filo metallico si applica in casi in cui sia strettamente necessario, ma si tende a formare la chioma con opportune potature.

L'Olmo Campestre gradisce una costante umidità, va quindi annaffiata moderatamente ma spesso, lasciando asciugare (ma non completamente) il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. Sopporta abbastanza bene periodi brevi di siccità, ai quali reagisce con la perdita delle foglie, che riemetterà con nuove gemme al ristabilirsi delle corrette condizioni. Teme i ristagni idrici.

Necessità sempre di un buon drenaggio, si consiglia un 60%  di pozzolana (pomice) 30%  terriccio universale 10% di agri-perlite.
L'ulmus  minor  va tenuto in luogo molto luminoso,  in estate va posto a mezzombra.
In inverno nel vaso bonsai , è buona norma coprire il vaso con paglia o foglie secche.
Moltiplicazione:
Per talea con ormone radicante legnoso, da praticarsi in primavera, aprile-maggio in una miscela di terreno 70% terriccio universale, 30% perlite, oppure per margotta nel mese di maggio-giugno.
E’ una pianta abbastanza resistente alle malattie, talvolta viene attaccata da afidi, cocciniglie e ragnetto rosso, trattabili con oli minerali.
Il bonsai di olmo è un tipico bonsai da esterno, che apprezza e gode dell’alternanza  delle stagioni, è caratterizzato da una grande adattabilità, molto forte e resistente, che non necessita di cure particolari, sopporta bene gli interventi tipici dell’arte bonsai, potature, capitozzature e rinvasi.
Boschetto di olmi GL Enny

Indicazioni di Coltivazione

L'Olmo è un essenza a foglia caduca da esterno, il momento migliore per  gli interventi di potatura coincide con il periodo di riposo vegetativo, sino all’inizio della primavera, l’olmo in linea di massima sopporta la maggior parte degli interventi in qualsiasi periodo dell’anno, anche  se è opportuno evitarli durante  condizioni climatiche estreme. Ai decisivi  interventi di potatura di formazione, con i quali si indirizza la pianta verso la la forma desiderata, sempre nel rispetto del naturale portamento della specie, seguono le potature di mantenimento, che come dice la parola mirano a conservare nel tempo la forma realizzata.
Con il rinvaso, da eseguire durante l’inizio della primavera, si sostituisce il vaso (se necessario) e il terriccio, si riducono le radici maggiormente lignificate e non utili alla creazione del nebari. Molto importante è la miscela e la quantità del terreno che deve essere in grado di contribuire ad alimentare il bonsai, nonché offrire un buon drenaggio in grado di non compromette la salute delle radice. Per il bonsai  di olmo,  la qualità e quantità del terriccio  e la riduzione della massa radicale, assume rilevanza dal momento che l’olmo in vaso, a differenza di quello interrato in piena terra, le cui radici sono libere di crescere a dismisura, è costretto in uno spazio limitato, e quindi riduce la sua naturale forza vegetativa. Bisogna  innaffiare il bonsai  con regolarità, cercando di intervenire solo quando il terreno è  asciutto in superficie, facendo molta attenzione ai problemi di ristagno ed  evitando di innaffiare durante le  gelate. Come già detto, l’olmo teme l’attacco di parassiti, quali il ragno rosso, le cocciniglie e gli afidi, richiede concimazioni organiche che vanno adeguate alla velocità di crescita della pianta e concentrate nel periodo che va dal’inizio della primavera all’inizio dell’autunno con concimi organici, sospendendo  gli interventi nei mesi di caldo intenso  di luglio e agosto, per evitare di danneggiare la l’apparato radicale.

Vai all'inizio della pagina