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Bonsai and suiseki magazine

 

In questo articolo ci occuperemo della ceppaia, che rientra nello stile a tronchi multipli che partono da un'unica pianta , e che in Giappone viene chiamato Kabudachi.

Il grande Maestro Naka usa anche altri due termini: Kabu-buki e Mushadate, che si riferiscono a bonsai in cui crescite multiple formano tronchi che si originano dalla medesima radice e che, in realtà, sono un medesimo tronco. Può anche accadere in natura che più semi (aceri, meli, querce, ma anche conifere) si accumulino nel terreno e germinino poi quasi contemporaneamente. Le piantine, crescendo, fondono i loro colletti e generano negli anni un gruppo.
Nella scelta del numero di tronchi la regola dice che sono preferiti i tre tronchi (dove le regole riguardano lo Sankan), cinque (Gokan), sette (Shichikan) via via proseguendo con 11,13,17,23 anche se la regola si rompe quando ci troviamo di fronte a un numero elevato di tronchi per cui non si contano più!.

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Lo stile a ceppaia prevede i tronchi uniti fra loro su un nebari abbastanza piatto. Questi tronchi devono avere un'impostazione a ventaglio, aperta perchè devono essere ben visibili e apprezzabili singolarmente anche se dal punto di vista estetico la visione finale dovrà essere sempre globale con un'unica silhouette. Le peculiarità estetiche sono quelle di un'estrema naturalezza e di una ricorrente asimmetria. Le potature di formazione e la ricerca del fronte per raggiungere il massimo, le direzioni degli apici devono essere ben distinte e formare una silhouette triangolare, rotonda o ovoidale; inoltre, osservando lateralmente la pianta, dovrebbe risultare con la stessa visione del fronte.
La disposizione dei tronchi deve avere un'inclinazione verso l'osservatore , come d'altronde è uso fare per gli altri stili.
Ogni tronco deve avere un'altezza diversa dagli altri, proporzionata naturalmente al proprio diametro ed inoltre alla base deve essere separato dagli altri in modo tale da sembrare un soggetto unico.
La composizione dei tronchi in una ceppaia deve essere realizzata con diametri abbastanza sottili, per non avere la perdita di quella caratteristica leggerezza, fondamentale per la naturalezza di una figura molto miniaturizzata.
La struttura del nebari deve essere proporzionata al peso visivo dei tronchi che si direzionano da tutte le parti , perchè in natura ogni pianta è alla ricerca della luce.

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La potatura della ceppaia si svolgerà una volta all'anno, durante la stasi vegetativa o all'inizio della primavera, si interverrà sulle radici per almeno due anni consecutivi in modo da stimolare la produzione di radici capillari, perchè il pane radicale dovrà essere molto basso. solo così si potrà creare una ceppaia con forte personalità: dalla chioma si dovranno distinguere tutti i tronchi che la formano.
Per questo motivo il gruppo di piante avrà un fronte come un bonsai singolo e non dovrà presentare discordanze, vuoti o squilibri.
I vasi per lo stile a ceppaia sono particolari per la particolarità dello stile. Se la ceppaia è ampia il vaso sarà molto basso e arriverà fino agli estremi esterni di questo. Una ceppaia leggera e più ridotta avrà i piedi centrati senza arrivare al bordo esterno del vaso.  
I bordi sono forse l'elemento più importante per dare il giusto carattere soprattutto in relazione alla dimensione dei vasi per la ceppaia. Bisogna inoltre prestare molta attenzione al rapporto fra il soggetto più alto e la lunghezza del vaso, che non deve superare un terzo dell'altezza del soggetto più alto. La lunghezza del vasi dovrebbe essere all'incirca due terzi dell'altezza della pianta più alta.
Infine, per concludere questo breve excursus, diciamo che le specie più adatte allo stile che abbiamo analizzato sono quelle che in natura hanno tronchi provenienti da una stessa radice , ma si discostano per la disposizione differente dei tronchi. Si utilizzeranno quelle essenze che formano polloni nel nebari , come gli olmi, ma in natura si trovano altre essenze che si prestano a questo stile, come castagni, betulle, carpini, viburni, aceri, meli ed anche conifere come abeti e larici.
Osserviamo crescere a tronco multiplo anche la stewartia, l'azalea, il faggio, e conifere come tasso, cipresso e ginepro.

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